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Camera di Commercio di Avellino
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Profilo dell'Irpinia

La provincia di Avellino, denominata Irpinia, è situata nella regione Campania nel cuore dell’Appennino Meridionale, nel Sud dell’Italia, in una zona ricca di colline e montagne dove nascono produzioni enogastronomiche d’eccellenza che fanno di questa zona una delle terre più verdi tra le più belle e sorprendenti per viaggiatori e turisti.

Guarda alcune immagini.

Si estende su una superficie di circa 2.800 kmq occupati per i due terzi da monti e da colline per il restante territorio. Assenti quasi del tutto le aree di pianura. Data la favorevole posizione geografica, all'interno della regione Campania, fa da cerniera tra il Napoletano, la Puglia e la Basilicata.

E' confinante con le province di Napoli (a ovest), di Salerno (a sud), di Benevento (a nord ovest), di Foggia (a nord est), di Potenza (a est).

La configurazione del suolo è piuttosto varia ed è caratterizzata da un susseguirsi di monti e di valli; di conseguenza il clima e la flora variano notevolmente da zona a zona.

I monti irpini appartengono all'Appennino Napoletano. Le principali catene montuose sono quelle del Terminio e del Partenio. Nel gruppo del Terminio (o dei Monti Picentini) si trova la vetta più alta della provincia: il Cervialto (m 1809 s.l.m.).

I principali fiumi sono il Sele, l'Ofanto, il Calaggio, il Cervaro e il Calore con il suo affluente Sabato.

Data l’alta valenza ambientale sono presenti due Parchi Regionali (Monti Picentini e Partenio), numerose aree SIC (Siti d’Interesse comunitario) e di protezione e riserva.

Il territorio della provincia di Avellino presenta notevoli elementi di attrattività dal punto di vista naturale, paesaggistico e ambientale. Una bassa antropizzazione si coniuga con una forte presenza di aree protette e colture di qualità (vini, olio, tartufi, castagne - con numerosi marchi e riconoscimenti di qualità) che indicano una forte vocazione enogastronomica dell’Irpinia.

Numerose le tradizioni popolari e i siti di interesse storico, archeologico e religioso.

Dal punto di vista economico, la provincia di Avellino si caratterizza, inoltre, con la presenza di nuclei industriali (aree attrezzate ex art. 32 della legge 219/81), di Aree di Sviluppo Industriale (ASI) e dai tradizionali distretti industriali presenti sul territorio.

Sono presenti nell’area della Provincia di Avellino:

  • 9 nuclei industriali, tutti gli agglomerati industriali sorti all'indomani del sisma del 1980, operano decine di imprese, con una rilevante quota nel comparto delle produzioni in metallo e delle apparecchiature meccaniche (Lioni-Nusco-Sant'Angelo, San Mango sul Calore, Porrara, Morra De Sanctis, Conza della Campania, Calitri, Calaggio, Calabritto, Nerico;
  • 4 ASI - Aree di Sviluppo Industriali (Pianodardine; Solofra; Valle Ufita, Valle Caudina);
  • 2 distretti industriali (il distretto della lavorazione delle pelli a Solofra; il distretto del tessile a Calitri).

Si rileva, a tal fine, la presenza complessiva di 44.591 imprese (31 dicembre 2010) cui corrispondono 51.311 unità locali.

Tenendo conto della ripartizione settoriale delle imprese, in provincia di Avellino si ritrova un’elevata componente di esercizi commerciali (25%), di produttori agricoli per lo più coltivatori diretti (24%) di artigiani (15%) e di attività di servizi alle imprese (7%). Le imprese manifatturiere rappresentano il 13% e quelle ristorative e ricettive il 5%, solo per citare i settori più importanti dal punto di vista della numerosità imprenditoriale.

Per ciò che concerne i principali settori economici della provincia va segnalata l’importanza crescente dell’Agroalimentare che risulta il primo comparto in termini di esportazioni, seguita dal Metalmeccanico e dal Sistema moda.

In quest’ultimo settore si evidenzia l’importante comparto tradizionale dell’economia provinciale della concia e lavorazione pelle che afferisce al Distretto di Solofra.

Considerando la dotazione infrastrutturale, l’indice provinciale sintetico è pari a 61,9 (posto la media Italia pari a 100) con un l’indice relativo alle infrastrutture economiche pari a 54,2 mentre quello che riguarda le infrastrutture sociali è pari a 79,8. Ciò rileva una maggiore dotazione provinciale delle strutture dedicate alla formazione, alla sanità e alle attività culturali e ricreative. Tra le infrastrutture economiche l’unico indice di gran lunga superiore al valore nazionale è quello che concerne la rete stradale che testimonia l’ampia dotazione di collegamenti stradali in Irpinia.

Con riguardo alla popolazione, sono 439.036 i residenti in Irpinia che costituiscono solo il 7,5% di tutta la popolazione della Campania.

I centri più popolosi sono Avellino (53mila), seguito da Ariano Irpino (23mila), Atripalda, Mercogliano e Solofra (che contano circa 11.000 abitanti) e Cervinara (10mila). Tutti gli altri comuni hanno una popolazione inferiore ai 10.000 abitanti, e circa il 61% dei Comuni della Provincia ha una popolazione al di sotto dei 3.000 abitanti.

Le eccellenze provinciali

PAESAGGIO E AMBIENTE

La verde Irpinia offre un vasto patrimonio ambientale con paesaggi unici e bellezze naturalistiche che attraggono numerosi visitatori soprattutto nel periodo estivo, mentre nel periodo invernale la stazione sciistica dell’Altopiano del Laceno è un punto di riferimento per gli amanti di tale sport. Due parchi regionali (Partenio e Monti Picentini), 6 fiumi, aree SIC (Siti d’Interesse comunitario) e di protezione e riserva - tra le quali spiccano due laghi artificiali (la Diga di Conza e quella di San Pietro) - rendono il territorio irpino tra i più lussureggianti del Sud Italia. Tanti sono i percorsi naturalistici con panorami mozzafiato dall’alto dei monti e una vera e propria miriade di borghi storici e castelli arroccati ne caratterizzano il territorio.

AGRO-FOOD

L’agroalimentare rappresenta un settore strategico per l’Irpinia. Tra le produzioni agricole di eccellenza – vino escluso - si evidenziano: le Castagne che confermano l'altissimo livello qualitativo della castanicoltura irpina attraverso la Castagna IGP di Montella e quella di Serino; la Mela Annurca riconosciuta IGP; il “Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino” DOP prodotto nel Montorese ove troviamo anche la cipolla ramata;le nocciole e le ciliegie. Nelle produzioni agroalimentari si ricorda la produzione di pasta, frutta lavorata (soprattutto ciliegie e castagne lavorate), l’olio di oliva che esprime la sua massima eccellenza con la DOP Irpinia - Colline dell'Ufita. Inoltre, in zona è diffusa la produzione di formaggi: caciocavallo, scamorza, caciotta, pecorino, caprini, ricotta salata, burrini (i più noti sono il carmasciano ed il caciocavallo podolico). Tra le altre lavorazioni tradizionali si ricordano i torroni (Dentecane, Ospedaletto d’Alpinolo) ed i salumi (Mugnano del Cardinale, Serino, Fontanarosa, Pietradefusi). Merita, infine, una segnalazione il Tartufo nero di Bagnoli, produzione limitata che si raccoglie soprattutto nella zona dei Monti Picentini.

Vino

Il territorio irpino è a forte vocazione rurale ed ha conservato nel corso degli anni una forte identità produttiva, diventando per molti versi la “capitale” enologica della Campania ed una delle punte di eccellenza del Sud Italia: 6.598 ettari vitati, circa 200 aziende, migliaia di viticoltori, ben 3 vini DOCG di estrema qualità (Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino) e 19 tipologie della DOC territoriale Irpinia - senza dimenticare le altre produzioni enologiche che afferiscono all’IGT Campania - sono i numeri che raccontano il settore. La produzione di vino di qualità è pari a 9.888.160 lt di vino e 13.184.294 bottiglie (vino Docg 73%, vino Doc 19% e Igt 8%).

Artigianato artistico

L’artigianato artistico locale rappresenta una parte identitaria e storica del territorio oggi nei fatti affidata principalmente alla laboriosità dei singoli artigiani che si trovano ad operare sia nel mantenimento delle “manifatture storiche” e sia cercare nuove opportunità producendo prodotti artistici e prodotti più commerciali per conto terzi.

Si ricordano le ceramiche di Ariano irpino e di Calitri, il ricamo ed i merletti a tombolo nella zona di Santa Paolina, la lavorazione artigianale del ferro battuto, dei metalli e di altri manufatti in pietra e, infine, del legno e della paglia.

Concia e pellami

Il polo conciario di Solofra rappresenta una delle realtà industriali più interessanti del mezzogiorno d’Italia. Il Distretto interessa un’area di circa 115 kmq che comprende i comuni di Solofra, Montoro Inferiore, Montoro Superiore e Serino. Il punto di riferimento della produzione è il comune di Solofra che viene definito, di conseguenza, “Città della Pelle” per la sua storia recente ed antica. Nell’area del Distretto conciario di Solofra operano circa 500 imprese attive che dichiarano l’attività di concia delle pelli e prevalgono aziende di piccola dimensione. Completano la filiera imprese di confezionamento, di prodotti chimici e  di servizi. Il distretto di Solofra è oggi un’area produttiva strategica per la concia nazionale che ha dato una particolare attenzione all’ambiente attraverso l’implementazione del “marchio di eco-compatibilità del Distretto di Solofra” - disciplinante l’adesione volontaria ad un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS II).

Il 12 giugno 2009 il Comitato Ecolabel – Ecoaudit ha infatti rilasciato l’attestato di APO (Ambito Produttivo Omogeneo) al Distretto conciario di Solofra.

Le vie di comunicazione

L'Irpinia è immessa nel grande circolo viario del Paese dall'Autostrada A16 Napoli-Canosa che l'attraversa in senso longitudinale.

In territorio irpino sono ubicati sette caselli di questa importante arteria che congiunge il Tirreno all'Adriatico; quindi, buona parte dei Comuni della provincia dista soltanto pochi chilometri dal casello più vicino. Altri importanti assi viari sono il raccordo autostradale Avellino-Salerno; l'Ofantina; l'antica SS7 Appia; la SS 88 dei due Principati; la SS 90.

La strada ferrata l'unisce a Napoli, Benevento e Rocchetta S.Antonio in Puglia.

L'aeroporto più vicino è quello di Capodichino (Napoli) che dista circa 40 km dal Capoluogo irpino.

La popolazione

Dai risultati definitivi del 14° Censimento generale della Popolazione (anno 2001), risulta che la popolazione residente legale nella nostra provincia è pari a 429.178.
La densità della popolazione provinciale è pari a 153 abitanti per Kmq. Avellino risulta il Comune con la più elevata densità di popolazione pari a 1.733 abitanti per Kmq, seguito da Atripalda con una densità pari a 1.306, mentre quello con la densità minore risulta Monteverde (23,5).
Dal punto di vista della popolazione residente, il capoluogo è il Comune che risulta più popoloso (52.703), seguito da Ariano Irpino (23.505), Atripalda, Mercogliano e Solofra che contano circa 11.000 abitanti e Cervinara (10.150).

Tutti gli altri comuni hanno una popolazione inferiore ai 10.000 abitanti, e circa il 61% dei Comuni della Provincia ha una popolazione fino a 3.000 abitanti, a testimonianza di un contesto territoriale fatto di tanti piccoli comuni.

La popolazione irpina è caratterizzata da un'età media di 40 anni e da un relativamente alto indice di vecchiaia, pari a 113,2; in sostanza, per ogni 100 ragazzi (0-19 anni) si contano 86 vecchi (età 65 e ). L'invecchiamento della popolazione provinciale è dovuto per larga parte ad una progressiva diminuzione delle natalità, fenomeno che ha interessato tutto il territorio italiano, compresa l'area meridionale, storicamente, invece, molto feconda. Per comprendere la portata del fenomeno basti pensare che negli anni settanta, nascevano, in tutta la provincia, circa 7.000 bambini all'anno; negli anni ottanta la media scese a 5.860 nascite all'anno. Negli anni novanta è precipitata a 5.000 nati e l'ultimo dato, relativo al 2001 indica in poco più di 4000 i nati vivi. Preoccupante, poi, rispetto sia al complesso del paese che al mezzogiorno è la quota di persone in età lavorativa (15-64 anni): in irpinia essa è pari al 64,8% inferiore sia alla media nazionale (67,4%) che al valore del sud (66,9%).

densità abitativa in provincia di Avellino

Profilo geografico

La provincia di Avellino si estende su una superficie di circa 2.800 kmq occupati per i due terzi da montagne e da colline per il restante territorio. Le aree di pianura sono pressoché assenti.

Ubicata nell'interno della regione, fa da cerniera tra il Napoletano e le Puglie. Confina con le province di Napoli (a occidente), di Salerno (a mezzogiorno), di Benevento (a nord ovest), di Foggia (a nord est), di Potenza (a est). La configurazione del suolo è piuttosto varia ed è caratterizzata da un susseguirsi di monti e di valli; di conseguenza il clima e la flora variano notevolmente da zona a zona. In complesso, si può dire che ha un clima continentale, rigido d'inverno e con notevoli escursioni termiche durante la stagione calda.

I monti irpini appartengono all'Appennino Napoletano. Le principali giogaie sono quelle del Terminio e del Partenio. Nel gruppo del Terminio (o dei monti Picentini) si trova la vetta più alta della provincia: il Cervialto(m1809s.l.m.).

Al gruppo del Partenio appartiene anche Montevergine (m1270s.l.m.), sede dell'omonimo celebre santuario mariano.

Dai monti, in particolare dal Terminio, si origina il sistema idrografico irpino. I principali corsi d'acqua sono il Sele, l'Ofanto, il Calaggio, il Cervaro e il Calore con il suo affluente Sabato.